venerdì 2 luglio 2010

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Salvate il soldato Rambenegger (da se stesso)

Fino a quando, e si era già a metà anni 90, una nuova generazione di eroi tutta corazze e look fantascienzo non ha preso il loro posto, per oltre un decennio i protagonisti dei videogiochi che non rientravano nella categoria degli animaletti antropomorfi e mascottosi erano soldati. Soldati urlanti e con i bicipiti gonfi. Un fucile d'assalto stretto in pugno, una fascia in fronte, l'aria di chi non vedrà il domani, una giungla tutt'intorno. La colpa, almeno al 50%, è dell'uomo qui sopra. [...]

Era infatti quello il decennio dei Rambi e dei Commandi, e dei Cobri e dei Terminatori, e il rapporto tra cinema e videogiochi ancora strettamente unidirezionale (ché Hollywood non aveva ancora affidato incautamente le chiavi di casa a Uwe Boll) faceva sì che i secondi copiassero dal primo e basta, zitti e muti. Il risultato, inevitabilmente, era tutto un proliferare di guerrieri giochiamo a fare la guerra sulle copertine e le schermate introduttive dei giochi a 8 e financo a 16-bit. Se ne sono scelti 10, tutti muscolosi, tutti urlanti. Cazzo c'avranno poi avuto da urlare? Vabbé.
Fascia d'ordinanza abbinata ai pantaloni: check. Mitra che vomita fuoco: check. Cintura multiuso alla Batman: check. Stivali metallici... uh?
Nient'altro? Se volete vi si ramazza pure la stanza. Da notare la presenza di altri topoi del genere: il gommone da sbarco, il lanciafiamme, l'utilizzo di nomi altamente tamarri per le unità speciali come "scorpion". 
Qui il soldato è tornato alla vita civile, ma è una vita difficile e piena di incomprensioni e di gente che ti vuole accusare delle colpe di John Rambo. Mentre un uomo con la fascia rossa, intanto, ti scruta attentamente l'inguine.
Una variazione sul tema abbastanza classica è quella dei due soldati, in genere senza nome. Il forte sospetto, in questo caso, è che i nomi ce li avessero, ma talmente ridicoli da vergognarsene. 
Se i nemici provengono dalla direzione verso cui quest'uomo sta puntando il ditone, perché tiene l'Uzi puntato verso l'alto? E perché il suo compagno spara dall'altra parte? E' la triste storia delle guerre vendute sottobanco.
Un altro grande classico da sala, un altro tema scottante: l'omosessualità sotto le armi.
Un altro fenomeno in occhiali da sole spara con i cannoni del suo motoscafo, uh, corto e larghissimo mentre da un elicottero gli lanciano due missili, forse a mano. Un altro motoscafo, ma con sei bocche di fuoco, lo raggiunge per sfidarlo con un colpo di acceleratore al primo semaforo.
E finalmente un soldato attento. Che non urla per farsi individuare dai nemici da due chilometri di distanza, che non spara a raffica giusto per finire subito le munizioni. Forse per questo le braccia gli sono diventate in bianco e nero e sta per essere cancellato per sempre dal mondo dei soldati dei videogiochi.
Memore della triste sorte toccata al suo predecessore, il protagonista di Operation Thunderbolt spara subito a raffica contro il nulla e buonanotte.
Al di là dell'accattivante frase di lancio (chi ha superato il limite? E che ha fatto? Quando?), sarà il caso di notare l'acconciatura alla Dida da uomo intelligente del tizio a sinistra. Le zingarissime influenze degli anni 90 stanno dunque prendendo il sopravvento: per una generazione di soldati rambenegger è l'inizio della fine.

2 commenti:

  1. "Memore della triste sorte toccata al suo predecessore, il protagonista di Operation Thunderbolt spara subito a raffica contro il nulla e buonanotte." xD
    Spettacolare. Peccato che nessuno sia mai riuscito a replicare la bocca storta di Stallone. "AAAAAAAH" (.cit boccastorta)

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  2. Perché nessuno ha mai avuto come levatrice un idraulico. Lui sì.

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