lunedì 21 giugno 2010

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Topolino nel tunnel della droga

America, anni 50. Si esce a tutto gas dal periodo di vacche magre della guerra, e una po' di anfetamine (allora legali) non si negano a nessuno. Neanche a due simboli dell'infanzia come Topolino e Pippo. Neanche su una striscia a fumetti distribuita con le scatole di cereali. Ecco come l'idolo di milioni di bambini si è infilato nel tunnel della droga. [...]

 Come nelle peggiori storie di tossicodipenze, è l'amico di una vita, Pippo, a fargli fare la prima esperienza. Gratis. Eccolo arrivare a casa di Topolino con una bottiglia di Peppo (giova ricordare che le anfetamine erano chiamate all'epoca "pep pills").
 Ma Topolino, da scaltro figlio di topa qual è, non è convinto, e fa fare la prima calata a Pippo. Giusto perché Pluto non si sa dov'era finito, e non lo potevano usare come cavia.
La botta da speed proietta quel cervellone di Pippo contro il soffitto. Topolino è preoccupato: redarguisce subito l'amico per i danni causati alla sua controsoffittatura in cartongesso. Poi, vorace, si cala anche lui una cucchiaiata di sostanza.
Ed ecco la scena che non avresti mai voluto vedere. L'investigatore dei viaggi nel tempo con il professor Zapotec, il protagonista di tante avventure con il commissario Basettoni, ridotto in questo stato. 
Ma il peggio deve ancora arrivare. Ormai in ruota totale, Topolino trascina Pippo dal loro pusher, ansioso di scoprire le origini del Peppo.
I due volano così in Africa, dove non solo il topo continua a ingerire anfetamine per conto suo, ma le somministra ad altri due personaggi. Ad uno di questi mentre dorme. Mentre dorme! Dal consumo personale allo spaccio, dallo spaccio al terrorismo in un niente. Nella prossima striscia: Topolino in prigione, Topolino esce e mette su una crack house, Topolino muore in un drive-by di una banda rivale venuta da Paperopoli.

3 commenti:

  1. Sicuro che non fosse del Bronchenolo Tosse? :P

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  2. Impossibile. Il Bronchenolo non lo fanno in Africa.

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  3. A me sembra una RedBull ancora più potente. Pur non avendo provato la popolare bevanda che «ti mette le ali» e che è oggetto di numerosissime leggende urbane e...telematiche, credo che gli effetti siano un po' più ridotti di quelli del fumetto di cui al blog.

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