lunedì 14 giugno 2010

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SEGAGAGA (fotte una)

Siccome ogni promessa è debito, tanto più se fatta alla Findomestic o a Tipo88, parliamone di questo Segagaga, il gioco Sega talmente autoreferenziale da assumere i criptici tratti dell'inside joke vero e proprio. Perché sì, un titolo per Dreamcast che ti porta in una versione Akira degli studi Sega che hai visitato un paio di primavere fa, ti fa vedere una fabbrica dei DC da film fantascienzo e ti permette di affrontare con le dinamiche dell'RPG nippo più classico Yu Suzuki a singolar tenzone sembra sulla carta materiale da sogno bagnato per chi è cresciuto con le macchine Sega. Sulla carta. [...]
Nella dura realtà dei fatti, Segagaga è una roba agghiacciante. Superata l'intro (in cui viene mostrata la suddetta fabbrica dei DC, chiamata Tera Drive. E già qui), vieni buttato infatti in una versione surreale degli studi R&D Sega, i cui corridoi sono popolati da mostruosi nerd con zainetto e poster, acari giganteschi, omini dai vestiti inquietanti.
Se non capisci il giapponese, sei costretto a una morte di stenti in mezzo a mille combattimenti casuali in cui tutto quello che ti riesce di fare è martellare un pulsante.
Se invece lo comprendi, o ti fai furbo e ricorri a qualche walkthrough in un idioma un attimo più comprensibile, allora capisci che quel tizio lì è Yu Suzuki, che quell'altro è l'allora presidente della compagnia, che quello con il pellicciotto da orso giallo è... boh, quello non si sa. Capisci che quello che credevi un quiz lasciaoraddoppia dopo aver sconfitto i tizi strani è in realtà la trattativa al ribasso per ingaggiarli. Capisci quello che devi fare, cosa fare con quelle piantine e che quei dannati combattimenti casuali non puoi skipparli perché altrimenti non sali di livello e non ce la fai manco per una cippa a superare il boss designer o il boss direttore di Sega che piange in mezzo alle sue console (no, davvero).
Solo dopo esserti lasciato alle spalle il cimitero degli sviluppatori morti (nel tentativo di creare il gioco da un milione di copie vendute!) puoi passare agli studi di ricerca e sviluppo B, C e D, dove ti aspettano un granchio gigante, il periglioso uomo LAN, i programmatori Macho, quelli maniaci (moe moe), il designer di Samba de Amigo, varie, eventuali. Lo scopo è quello di assemblare con le risorse (dis)umane accumulate il gioco Sega definitivo in una successiva fase gestionale, per poi portare il frutto della tua fatica a una fiera di giochi e fumetti, dove ti aspetta un duro scontro con legioni di otaku. Alla fine, mentre l'anno 2027 volge al termine, lanci il gioco per Natale, ti godi il finale e riparti da capo con le statistiche pompate, per concentrarti su un nuovo, grande miracolo giapponese. Ah, subito dopo aver salvato ovviamente il mondo intero a bordo di un coin-op prototipo, sconfiggendo le forze del male e le stesse console Sega in uno sparatutto a scorrimento orizzontale.
Ora, ti rendi conto che tutto quello che hai scritto suona più o meno come le tue solite fintorecensioni fantascienze, charlotte, surreali, ma fin qui hai solo descritto quello che succede nel gioco. Alla lettera.
Dice: acquisto imprescindibile per i fan Sega? Boh.
Perché cioè, le citazioni sono fighe, e vedere nel finale i gemelli martelloni di Golden Axe spuntare da quel palazzo di fronte agli uffici Sega che due anni fa hai tempestato di foto è figo, e sentire il triste racconto di Alex Kidd su come Sega l'abbia scaricato in favore di un certo porcospino colorato è figo.
Ma questi filmati si trovano tutti sul tubo e financo qui sotto, risparmiandosi decine di ore di scontri casuali surreali. I testicoli ringraziano, il portafogli, visto quello che costa una copia del gioco, pure.
Che poi oh, ovviamente, te Segagaga l'hai preso nell'edizione deluxe, con la t-shirt, l'organizer in pelle umana e lo scatolotto dai piedi di balsa con dentro le spilline di tutte le console Sega. Ché la versione vanilla è chiaramente da barboni.

2 commenti:

  1. ahahahha e infine eccolo qui l'articolo! Molto divertente, complimenti!

    [Rosicamento mod: on ]
    Anche il post alla fine sembra avere una punta di autoreferenzialità, con quella limited schiaffata li in fondo, del tipo io ce l'ho e voi no gne gne gne :P
    [Rosicamento mod: off]

    Ps: non ci sono più le limited di una volta [lacrimuccia]

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  2. Eh. Dopo quello che ho penato per trovarla, quella limited.
    Quando infine è spuntata lo scorso febbraio, in quella lucente vetrina di Mandarake di Akiba , in quelle condizioni (quella in foto ovviamente non è la mia. La mia ha una maggiore aura di professionalità tutt'attorno), mi hanno pianto gli occhi e un po' anche la carta di credito.

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