Mondiali 2010, Giappone-Camerun: post deholly&benjizzato

Non l'hai vista, ché eri al lavoro. A ogni modo, ti piace immaginare che in questo uno a zero molto sugoi i gemelli del gol Nakamura siano stati serbati da quel genio tattico di Okada per il prossimo incontro, che Matsui abbia messo in mostra tutta la sua cifra tecnica in numeri negativi con dodicimila cross, che Honda abbia segnato per dare un nuovo impulso al mercato dell'automobile del suo paese. Ma anche che dall'altra parte Le Guen abbia fatto giocare solo Bassong, relegando in panchina Song e Bong perché altrimenti non ci capiva una mazza neanche lui, che N'Koulou sia di chiare origini bassocalabresi, che per la prossima il Camerun abbia in programma il grande ritorno di Roger Milla. Il Milan, dopo averlo visto in forma nello spot della cola cola, è nel frattempo del resto già sulle tracce dell'attaccante cinquantottenne.
Dopo il salto, un sapido aneddoto sul calcio giapponese e le ragioni della foto qui sopra. さようなら. [...]
Agosto 2006, Kyoto. In un albergo extralusso a duecento metri dal dungeon mortale della stazione (nel quale si narrava si aggirassero dai primi anni 80 poveri turisti faidatenoalpitour). Fuori i quaranta gradi e il tasso di umidità del 120% tipici dell'estate del Kansai. Si suda anche solo a pensare di mettere il naso fuori. Conduci ronde di basso livello nella hall, poi ti svacchi su una poltroncina come un razdegàn dei poverissimi. Per farti del male, indossi una giacca di lino grigia, una cravatta nera slacciata su camicia da uomo che ne sa. Quando d'un tratto, la follia. Una massa di ragazzine refrigerate dallo scarso peso dei propri pensieri si abbatte sulla hall. Dall'altro lato, alle tue spalle, si manifesta un nugolo di uomini in giacca o in tuta. Ti trovi perfettamente al centro di un incontro improvviso tra i giocatori del Gamba Osaka (squadra dai colori nerazzurri, e per questo rispettabilissima) e le loro fan. Tre delle quali, vedendoti seduto lì, con quell'aria scoglionata, con quegli occhialoni a mascherina da rocker fallito, soprattutto con quella giacca fuoriposto, ti confondono per quello che avresti scoperto solo la sera dopo, in TV, essere il neoacquisto turco/greco/qualcosadelgenere della squadra, e ti porgono imploranti un blocchetto e un pennarello cadauna, precedute da una poderosa salva di inchini.
Tu scarabocchi delle robe, sorridi sotto gli occhialoni, sollevi il pollice come tomcrùisintopgan e dici senza alcuna emozione "Gambare Gamba".
Poi torni a fissare la landa morta fuori dalle porte della hall, mentre le tre trottano felici verso i tuoi nuovi compagni di squadra.

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