domenica 30 maggio 2010

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UFC 2010 Undisputed: gente con la violenza nei pugni

Una volta era la boxe. La noble art, lo sport elegante e poetico, fatto di emozioni vere. E, certo, di un sacco di risultati finti decisi dai mafiosi di Las Vegas, ma non stiamo a sottilizzare. Poi sono arrivati Chuck Norris e il suo figlio naturale Van Damme, concepito dal primo durante una delle sue tante trasferte inseminatorie in giro per il pianeta, e i due hanno dimostrato al mondo che se a uno non ci chiavi non dici un calcio volante, ma almeno una ginocchiata nella panza, non sei nessuno. E allora si sono diffusi nel mondo il kick boxing e tutti quegli altri sport che a uno ci puoi tirare i calci in faccia tah, diretti. Ma non era ancora abbastanza. Allora sono nate le martial mixed art, che come nei film di Van Damme ci dicono ai lottatori usate lo stile che volete, fate quel che vi pare, purché vi chiavate le mani violentemente. Che una volta girando canale alla tivvù c'era questo incontro della UFC che un tizio era rannicchiato in un angolo e piangeva, mentre un altro lo montava da dietro come un cowboy di Brokeback Mountain e ci tirava i cazzotti sulla testa uno dopo l'altro, e la scena ti ha messo addosso un tale senso di fastidio che ti sembrava sinceramente barbaro che non salisse uno sul ring a dire oh, mo' basta, dai. Che vi fate male.
Siccome invece a menare violentemente la CPU su un televisore e a vederti spruzzare addosso il sangue digitale di uno che stai pestando a morte non ti fai nessunissimo problema, dopo UFC 2009 Undisputed ora ti sei ritrovato tra le mani UFC 2010 Undisputed. Che è esattamente come l'edizione 2009 (che, ricordiamo, ti era piaciutati), ma con un anno in più. [...]


Che in effetti il gioco è praticamente identico, solo che non c'è quella suddivisione incasinata tra stili di combattimento e ci sono un po' di mosse in più. Il che è sinceramente un problema.
UFC Undisputed è infatti il primo gioco il cui tutorial sfora abbondantemente le ventisei ore, e all'interno del quale si sente a un certo punto fortissimo il bisogno, quando la CPU ti chiede ti trasformare un armbar in un triangle passando per un pummel da subposizione, di un tutorial del tutorial. Ma comunque.
Se quando i tizi sono a terra e cercano in tutti i modi di ingropparsi a Vicenza fai finta di niente, e ti limiti a eseguire mezzelune su mezzelune con lo stick come un Ryu alcolizzato, il titolo di THQ diventa un piacevolissimo gioco di pugilato. Un gioco di pugilato in cui però ci puoi chiavare all'avversario anche le gomitate, le ginocchiate a tradimento e i calci in faccia uattà di Chuck Norris.
Ah, un'altra cosa: i lottatori della UFC sono di un brutto, ma di un tale brutto, che il più telegenico sembra un tagliagole ergastolano. Ora, un paio di anni fa eravate su un volo da Atlanta a Las Vegas con il Belli e il Silvestri e a un certo punto c'era tutto un casino che della gente subito davanti e subito dietro di voi si tirava le palline di carta. Allora tu ti sei alzato per chiedere a questi stronzi di farla finita una buona volta, okkei?, che tu volevi dormire, okkei?, solo che gli stronzi erano tutti alti due metri. Con la faccia e il cranio solcati da cicatrici che al confronto capitan harlock poteva fare la pubblicità dell'oil of olaz. L'espressione vuota da sicari della Stasi. La violenza nei pugni e nelle braccia. Le magliette con su scritti nomignoli affettuosi come Minotauro e Cacciatore di teste. Ma tu non ti sei lasciato intimidire. Nossignore. Lottatori medio-massimi della UFC o meno, tu avevi diritto alla tua dannata tranquillità. Cosi ci hai detto gentili signori, se avete finito la carta ho almeno due block notes a vostra completa disposizione nello zainetto. Non vi fate problemi, eh.

SCIMMIUDIZIO:


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