domenica 23 maggio 2010

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Bayern - Inter: la fotostory (morning glory alla Rocco)

Che minchia era quella tristezza di stanotte? Possibile tu debba fare lo sfighinterista anche nel momento di MASSIMO trionfo della tua carriera da tifoso? Ma no, dai.
E visto che non hai dormito una mazza, che sei già sintonizzato su tutte le reti del mondo alle 7 e 21, ce la tiriamo su una bella fotostory dell'incontro come quella col Barcellona? Ma sì, dai.
Ecco, per chi si fosse perso la trionfale marcia sull'Europa dell'Immensinter, condotta in ossequio al suo obiettivo-Risiko ("distruggere le armate bianconerVe e conquistare l'Europa", recitava il cartoncino a inizio stagione), com'è andata Bayern-Inter [...]


I tifosi bavaresi si presentano al Bernabeu dimostrando tutta la loro encomiabile fantasia teutonica. Il massimo della coreografia che il loro genio mitteleuropeo è in grado di partorire sono una serie di strisce bianche e rosse per rievocare i colori sociali della Lanerossi Vicenza. Quello, e uno striscione due metri per tre,  intelligentemente mimetizzato nel resto.
La risposta dei ragazzi è di quelle in grado di far capire ai tedeschi perché non solo noi italiani si è più divertenti, piacevoli, belli. Ma anche perché da almeno seicento generazioni gli ciuliamo le donne più carine a nostro piacimento.
Il Bayern parte forte. Maicon ci tiene ad esprimere in mondo visione il suo fanatismo per la serie animata di Mimì Aiuara esibendosi in una schiacciata pallavolistica nella propria area. Ma il Principe sta già preparando il sorriso triste delle migliori occasioni. Nonostante l'essere a portata di inculamento di un tedesco di due metri il cui cognome significa "stupraporci" non sia esattamente il massimo della vita.
C'è giusto il tempo per scacciare le paure, con una nuova, preziose imitazione di Zed il robot umano della Carrà da parte di Mou (a Barcellona aveva portato bene)... 
...poi lui, il campione dei campioni di periferia, fa quello che sa fare. La mette. Assist di Julio Cesar, scambio di convenevoli con l'olandesino Yolanthe, e la mette. Dopo aver segnato il gol scudetto, il gol Coppa Italia, il gol dell'ultima partitella di allenamento e perfino una tripletta nel pullman che lo portava allo stadio, Milito spiega a De Michelis perché i figli di emigrati calabri ce l'abbiano più lungo dei terroni di Germania.
Fine primo tempo, finalmente lo spogliarello della Ferilli nell'intervallo: che a Roma non ce la facevano più ad aspettare. Si riprende, mentre dall'Italia si odono già le prime esplosioni biliari di chi sta vedendo realizzarsi il suo peggior incubo. Il fintovecchietto Robben va come un treno, ma la squadra meno italiana di tutte fa il gioco più italiano di tutte, e di rimessa colpisce ancora. Che Il Principe non ha finito ancora di insegnare i fondamentali a De Michelis, e muore dalla voglia di chiedergli se lui e quel ministro che amava le discoteche per caso...
L'omino triste, quello che quel genio di Maradona ha riflettuto a lungo se portare al mondiale al posto di MARTIN PALERMO, corre sul verde di Madrid dopo la seconda rete. Mostrando già la sua prossima maglia? STAMINCHIA. Che a quest'uomo bisogna moltiplicare per cinque l'ingaggio. Poi fargli una colata di bronzo direttamente addosso, ed esibirlo a futura memoria all'ingresso di Appiano. La magliettina comunque è di un bianco abbacinante: dal Principe del Bernal al Principe del Vernel.
Ma le voci di questo interessamento di sto cazzo di Real corrono ALTRETTANTO veloci, e l'altro interessato va subito a chiedere ragguagli sulle proposte contrattuali ricevute.
Scoprendo che al Principe hanno offerto più soldi di lui, Maicon la prende bene. E inizia a tempestare di morsi la schiena dell'astro argentino. 
Al capannello si aggiunge allora anche Pandev. Che hai visto mai gli trovino un posto nella capitale spagnola pure a lui?
Ma il Principe non ci sta. E si porta ripetutamente la mano destra al petto, recitando l'atto di dolore e ripassando la formuletta che dovrà pronunciare GIUSTO a fine gara per batter cassa. Salvo poi tornare sui suoi passi una volta a San Siro, giurando amore eterno alla squadra che l'ha preso dal Genoa un anno fa. Quando a chi gli avesse parlato di una candidatura al pallone d'oro, l'argentino avrebbe risposto: "Ma vaffanculo, va".
Ed è finita. Il popolo nerazzurro esplode all'unisono in un unico, grande orgasmo. La notte italiana viene scossa dalle prime esplosioni. Ma non sono i petardi. Sono i fegati dei gufi che, appollaiati davanti ai propri televisori, hanno visto l'Immensinter entrare nella storia, e la loro cirrosi entrare in fase cronica. Intanto, il profeta di Setubal piange lacrime amare, rendendosi conto di essere in procinto di abbandonare la squadra più forte del mondo per andare ad allenare quei quattro ricchioni.
Non si placano le lacrime dell'uomo Mou, ormai distrutto dal dolore neanche fosse un Galliani qualsiasi.
E subito dopo aver visto passare Toldo, chiedendosi COSA CAZZO CI FACESSE un italiano in squadra...
...l'allenatore per cui si sprecano le interpretazioni cristologiche torna ad abbracciare Massimino. Il quale però rifiuta con fermezza i suoi tentativi di conciliazione e gli annuncia di aver già scelto un nuovo timoniere per la squadra. Un uomo di grande carisma, spessore tecnico e caratura internazionale. Ciro Ferrara.
E' il momento dell'apoteosi. Piazza Duomo è una bolgia infernale ma Piazza Luigi Fera (CS), giuri, non è da meno. I caroselli impazzano ovunque, riportando la giustizia e l'amore nelle vie di Berlusconia. Dopo essersi allenato per quindici anni, sollevando coppette in giro per l'Italia e l'Europa, Saverio può finalmente sollevare il trofeo che conta. Mettendogliela idealmente in culo senza vasella a tutti quei figli di puttana che in questi anni ci hanno rotto le palle con i loro sorrisini di questa grandissima CIPPA DI MINCHIA. Ultimi (ma ultimi manco per un cazzo) i servi del Nano, i finti-giornalisti costretti dalla loro condizione di schiavi ad avvalorare la tesi da episodio di Fringe secondo cui Milan e Inter alla fine sono lì. Scrivendo porcate come questa. Alzala, Saverio, gli gridano i compagni da dietro. Alzala e sbattigliela in faccia, a Mino Taveri e al suo d(on)atore di lavoro.
Ma lui, il nano, non ci sta. Nel cuore della notte organizza tutto affinché le sue reti, quelle Mediaset e quelle altre tre, oscurino domani l'impresa dell'Immensinter, facendo scivolare in secondo piano la notizia del Triplete per strombazzare l'ingaggio di Allegri e l'ingaggio del nuovo attaccante del Milan. Daniele Massaro.
Nel frattempo, i loro amicici rubentini, mentre cullano l'idea di una richiesta all'UEFA per farsi assegnare a tavolino la Coppa revocandola all'Inter (in quanto trovano profondamente immorale che con 27 scudetti loro siano riusciti a racimolare solo una coppa ai rigori, e una insalatiera con i morti a bordo campo), si ritrovano tutti assieme per smaltire in compagnia il dolore, dando vita per una volta a qualcosa di davvero straordinario. Proprio mentre il loro ultimo baluardo, l'ultima fortezza di cazzate, era costretta a capitolare. Platini che vi consegna la coppa, e una prima pagina come quella qui sotto. Ahhhhhhhh.




5 commenti:

  1. Scommetto che in questo momento ti ride anche il culo! ^^
    Complimenti per la splendida e meritata vittoria, alla faccia delle 3 G: Gufi, Gobbi e Giuda.

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  2. Decisamente sì. Dopo il magone di ieri sera, stamattina si è fantozzianamente realizzata la portata di una stagione storica. La bandiera "Inter campione d'Europa", garrisce nel frattempo da un'oretta sul balcone di casa Apreda.

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  3. complimenti per il triplete (mortacci vostra !!!!)

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  4. Oh, grazie a Dio è finita. Avete vinto 'sta minchia di coppa, finalmente e vabbè. Adesso mi auguro che la smetterai una buona volta di scartavetrarci i coglioni con 'sta stramaledettissima Inter (che poi Milito ve l'abbiamo dato noi e finchè giocava nel grifone era una mezza pippa invece adesso è da Pallone d'Oro e nemmeno un grazie ma va bene comunque). E qui penso di parlare proprio a nome di tutti, guarda. ;)

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  5. Ohé. E che facciamo, ci ribelliamo? :D
    Dai, che fino ad agosto niente Immensinter. Purtroppo.

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