mercoledì 10 febbraio 2010

4

Il codice fiscale giapponese di Strider

Che una volta tu non lo sapevi mica che c'era questo computer giapponese che c'aveva le conversioni perfette dei giochi Capcom. Questo computer della Sharp che si chiama X68000, come una fotocopiatrice. Non lo sapevi, ma poi l'hai scoperto, che uno mica nasce Imparato (a meno che non sia un ragazzino mostruoso che canta con gerriscotti, chiaro) [...]

Insomma poi l'hai scoperto, e hai saputo che l'X68000 è questo home computer a doppio tower che all'Amiga ci faceva ciao con la manina e all'Atari St manco lo guardava in faccia. Una bestia che tipo Final Fight lo faceva girare uguale alla versione da sala mentre i possessori di un Super Nintendo davano fuoco alle loro conversioni che in due ci potevi giocare solo dandoti i turni, e i possessori di Amiga roftl. Che tipo Strider in Sala Giochi era così:


e su X68000 era così:

E se uno dice eh, ma sono uguali, quell'uno è una brava persona.
L'X68000, ovviamente, non ha mai lasciato nippolandia. Che nella sua enorme bontà Sharp ha detto è meglio che continuo a mandarci fotocopiatrici e calcolatrici a energia assolata, a questi gaijin dimmerda.
Andrà precisato a questo punto che un X68000 tu non ce l'hai. Ed è un bel buco nella tua collezione, ma non avendo un buco dove infilare sta bestia enorme siete un po' giustificati, tu e la collezione. Nel mentre, hai iniziato a comprare qualche gioco, che hai visto mai. 
Qualcuno tipo Strider. Abbiamo un contributo fotografico, regia?
Grazie. Custodito alla grande in una grande custodia, Strider irììu per X68000 sono tre floppy enormi da cinque e un quarto e un manuale con il gorilla Tron degli Zoids e tutti quei nemici comunisti che poi arriva Strider e uattà, ci chiava un colpo di spada velocissimo e li ammazza. Da segnalare le avvertenze tipicamente giapponesi sul retro dei dischetti. Che a dirti di non piegare il floppy, di non strofinarci sopra una calamita da cartone animato, insomma di non fare tutte quelle cose lì da pirla, ci sono Dhalsim, Ken, Ryu e Ciunlì. Regia? Come non ci sono le foto? Ah, ecco. Ce le aveva Signorini.
 

 
La copertina della custodia enorme, giusto un filo meno spessa di quelle Neo Geo, dice di Strider che "he slashes, springs, slides and climbs!" (traduz: sgomma, inchioda, va a manetta).
Sotto, un'altra conversione arcade perfect di Strider, quella per Commodore 64. Tre frame al secondo, ma scelti con cura.

4 commenti:

  1. visto il nome abbastanza inequivocabile ho dato una rapida occhiata alla wiki... sto coso monta la stessa cpu e lo stesso chip audio della scheda cps1 della capcom... Insomma non hanno memmeno dovuto convertire, hanno fatto il dump della rom sui floppy!

    RispondiElimina
  2. Hai detto fischi. Tolto il lavoro da diggei da fare con lo swapping dei tre dischi, l'arcade a casa. Su una macchina con cui potevi pure far girar un paio di milioni di pornachos hentai. Scusami peraltro la risoluzione massima (1024 x 1024) e il numero di colori a schermo: 65536.
    Da noi, all'epoca, c'era chi sui 4096 colori dell'Amiga ci si tirava le pippe.

    RispondiElimina
  3. Ecco, sono in ufficio e mi hai fatto venir voglia di rigiocarci.
    Fido emulatore Mega Drive alla mano, mi tocca...

    Gran gioco...

    RispondiElimina
  4. ... Per quanto io Odi la Tiertex e le sue schifoconversioni, devo spezzare una lancia per Strider su c64 in virtù di una cosa: esso aveva gli sprites in alta definizione (Che su C64 era una modalità dove i pixel non erano rettangolari come al solito, ma quadrati e quindi meglio definiti!), cosa che pochissimi altri giochi hanno avuto... se solo avessero strutturato meglio il tutto ne sarebbe uscita una conversione di buon livello rapportata alle capacità della macchina!

    RispondiElimina

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usateli.

Related Posts with Thumbnails